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1959 - Monterey, Teatro Florida: Il Trovatore
dal "El Norte" (F.D.) Dopo la sua trionfale esibizione nella precedente manifestazione, è riapparso il tenore Flaviano Labò. Manrico richiede un cantante di doti eccezionali e a nostro giudizio Labò le possiede, ed in abbondanza. Si sono succeduti sulla scena del Teatro Florida, tenori di risonanza mondiale ed il cui valore siamo i primi a riconoscerlo, ma crediamo che in nessuno di loro si coniugano tanta eccellenza come in Flaviano Labò. Nelle nostre antologie ascoltiamo Aureliano Pertile, Lauri Volpi, Hipolito Lazaro, Gigli ecc...e nonostante aver ascoltato negli anni successivi dei tenori di primissimo piano, mancavamo di voci come quella del tenore Labò. Questo tenore ci sembra la loro continuazione, oltre che una parte di ciascuno. La voce di Labò ha una freschezza poco comune, la sua pastosità, il suo timbro, appagano l'udito; è una voce poderosa che esce senza alcun sforzo, con disinvoltura e con la facilità insolita di chi la possiede. E in un'opera la cui essenza è radicata sulle sue arie, possiamo senz'altro affermare che Labò è stato il trionfatore della serata. 1959 - Monterey, Teatro Florida: Il Trovatore "El Norte" (F.D.)
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| Dal quotidiano "Libertà" di Piacenza
-Di Flaviano Labò, scrive il massimo quotidiano "Montevideo", può dirsi che possiede una delle voci più belle che abbiamo mai udito. Una voce di timbro omogeneo, con una emissione limpidissima che ha superato con facilità il volume dell'orchestra e gli inconvenienti acustici del nostro teatro. Egli ha dimostrato un impasto sicuro negli acuti e una sicura comprensione dello stile verdiano. Labò, in Trovatore, ha conquistato completamente il pubblico.....- -....Con la sua partecipazione in questo concerto, Labò ha riconfermata la ricchezza straordinaria della sua voce, potente ed emotiva, la sua condizione di interprete sobrio e di buon stile, e la sua grande capacità di comunicatività espressiva. I suoi acuti escono con saldo impasto timbrico. Egli ha una voce calda e flessibile e un fraseggio elegante. In "Non piangere Liù" e "Recondita armonia" ha suscitato l'ovazione del pubblico che ha ammirato il suo canto esemplare e la sua maestria vocale. Essendo DelMonaco e DiStefano dei veterani, Labò è ora in prima linea nel canto mondiale insieme a Corelli, Previdi, Raimondi e Bergonzi. From the Piacenza newspaper Libertà 1965 - Trovatore - N.Y. Metropolitan - da "Libertà" Ecco alcuni giudizi che i critici americani hanno scritto sul tenore Labò dopo le rappresentazioni di Trovatore: Labò ha cantato con grande trasporto, che è poi l'unico modo di interpretare Manrico, particolarmente quando il cuore dell'artista, come è stato in questo caso, è pieno di lirico rapimento.Labò, non è alto di persona, ma ha una grande voce, nella quale c'è oro puro. E ancora : Labò nel personaggio di Manrico era nel suo elemento, ha cantato con chiarezza e semplicità ed ha avuto un tale slancio nella romanza "di quella Pira" da far quasi crollare il Teatro per gli applausi che ha ricevuto. 1965 - Metropolitan Theater, New York Labò in the role of Manrico was in his element, and he sang with clarity and simplicity, and such ardor in the passage of Di quella pira that he almost brought the theater down with the volume of the applause he received. 1972 - Teatro Nuovo - Torino da "Stampa sera" (C. Casanova) Non si può negare che Flaviano Labò sia ancora uno dei nostri migliori tenori con emissione corretta e canto spiegato di bellissima intonazione. 1972 - New Theater, Turin from Stampa Sera"(C. Casanova) |
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